Youth pictures of florence henderson è il nome di una band post-rock norvegese. Atmosfere rarefatte, arpeggi acidi e linee melodiche molto morbide caratterizzano il suono di questa band, il cui album d’esordio uscito nel 2005 – unnitoceable in a tiny town, invisible in the city - si compone di intensi brani, dove lunghe digressioni strumentali permettono a chi ascolta di rifugiarsi in un clima etereo creato con maestrìa, dove le linee vocali sono meravigliosamente nascoste tra le note. Per farvi un’idea dei suoni e di quell’album in particolare, la band ha pubblicato un video di uno dei loro brani migliori: we may remembered by what we did when we sat down:
Bene, questo per introddurre al loro secondo lavoro, uscito pochi giorni fa. L’album, il cui titolo è proprio youth pictures of florence henderson, si compone di due “sottodischi”, il primo puzzle ed il secondo the detective.
I due dischi sono accompagnati da un libro, con diverse illustrazioni curate da due artisti norvegesi: Hans Kristian Borchgrevink Hansen e Hanne Grieg Hermansen.
L’atmosfera in questo secondo capitolo non cambia, i suoni dilatati sono sempre presenti, così come gli arpeggi di chitarra che s’intrecciano. Novità arrivano da una sezione di archi molto più presente e da un uso maggiore del cantato, che risulta davvero piacevole in brani come I’d rather listen to weston.
I brani che più mi hanno colpito sono: our door handles stopped moving years ago, he can’t be dead I got his autograph last week, I think e.t. is involved in my family.
Quest’estate gli YPOFH saranno in giro per l’europa, qualcuno potrebbe avere la fortuna di beccarli in giro: